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IL COMPITO DELL’ARCHITETTURA ORGANICA NEL PROGETTARE IL FUTURO |
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Convegno internazionale dell’associazione Kàroly Kòs e del Forum Internazionale Uomo e Architettura (IFMA)27-31 agosto 2009 Museo delle Arti applicate, Budapest Pèter Pàzmàny Catholic University, Piliscsaba Nel periodo degli anni ’70 e ’80 del secolo passato si è sviluppato in modo insolito in Ungheria un movimento architettonico organico, che ha raggiunto dimensione nazionale, ma che ha esercitato una grande influenza anche oltre i confini del Paese magiaro. A differenza delle opere architettoniche delle correnti stilistiche affini, gli edifici in Ungheria hanno un rapporto diretto con le tradizioni locali, e si rivolgono consapevolmente anche alla configurazione dell’ambiente sociale. L’architettura organica è sorta non sulla base di aspettative di ambiti di committenza particolari, ma chiaramente attraverso gli sforzi degli architetti, nel loro sforzo di soddisfare i più diversi compiti. Per questo motivo il loro peso nella società e il loro riconoscimento fino al 1990 è costantemente cresciuto.
Negli ultimi due decenni, però, in seguito alla globalizzazione economica, la richiesta di edifici della corrente organica si è ovunque drasticamente ridotta o, per meglio dire, lo spazio di vita per la concezione organica del mondo si è ristretto, così come anche le iniziative ecologiche locali sono state relegate sullo sfondo.
Ciononostante, l’architettura organica è presente in modo molto intimo nella cultura e nel lavoro di molti artisti impegnati. Le condizioni del lavoro artistico si stanno deteriorando però drasticamente, benchè noi si sappia che solo una concezione organica può assicurare la soluzione dei problemi ambientali, sociali ed economici. Noi siamo del parere che la libera circolazione di idee internazionale “non ufficiale”, che non appartiene ancora all’Europa del Centro-Est, avrà in futuro un significato sempre più grande.
Per questo motivo è per noi importante portare a conoscenza dei nostri amici stranieri i processi e i risultati esistenti in Ungheria, farli conoscere e che si possa insieme scambiare reciprocamente le idee sui compiti futuri e sulle possibilità dell’architettura organica. |
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cos'è l'architettura organica vivente |
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Inserita nel più ampio movimento della architettura organica moderna, i cui principali esponenti sono Frank Lloyd Wright, Alvar Aalto e Hans Scharoun, l’architettura organica vivente, che da quella comunque si distingue per avere alla base una consapevole concezione scientifica spirituale della realtà, prende impulso e ispirazione dall’opera di Rudolf Steiner (1861-1925).
Nel suo nome l’aggettivo organica prende significato dal fatto che essa è concepita come un organismo, per esempio similmente a un albero, e non come un meccanismo, alla stessa stregua di una macchina. L’aggettivo vivente indica la sua intenzione di rivolgersi, con le proprie qualità espressive figurative, all’uomo in un modo vivo e attivo, che sia in grado di suscitare in lui esperienze portatrici di immagini di vita, forze di sviluppo e sensazioni di vitalità.
I suoi presupposti sono: 1) l’architettura intesa come esperienza di equilibrio dinamico-statico fra forza di peso e azione di sostegno; 2) il principio figurativo della metamorfosi delle forme; 3) il colore e il reciproco rapporto fra luce e ombra come espressione della vita dell’anima; 4) la corrispondenza tra forma architettonica e vita che in essa abita, tra spazio architettonico e carattere delle attività e funzioni che in essa si svolgono, delle persone che in essa vivono (“funzionalismo spirituale”).
Il suo linguaggio si esprime in: a) materiali tratti dalla natura ed elaborati con ingegno ed arte; b) forme plastiche e dinamiche, modellate e modulate dal ritmo; c) colori vividi, luminosi, trasparenti; d) spazi a misura d’uomo, in cui si realizzi un rapporto mutevole ed armonico tra interno ed esterno; e) un’immagine architettonica che esprima il carattere di identità di ciò a cui è destinata la costruzione.
Il suo ruolo: 1) elaborare il corpo materiale della natura, le sostanze della terra da cui sono tratti i materiali, in modo che essi acquistino nuova forma artistica e un nuovo senso evolutivo; 2) trasformare il paesaggio fisico del territorio in modo che si manifestino le forze attive modellatrici del mondo spirituale; 3) realizzare un ambiente costruito in cui l’uomo riconosca se stesso e veda specchiati in immagine i suoi migliori pensieri, sentimenti ed impulsi; 4) scaturire dall’azione morale che si stabilisce nel vero rapporto fra gli uomini, come frutto del vero incontro tra gli uomini. |
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L'ARCHITETTURA ORGANICA VIVENTE: UNA MOTIVAZIONE ATTUALE |
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Fenomeni totalmente nuovi o che si presentano sotto nuova forma alla coscienza impreparata dell’uomo contemporaneo caratterizzano il passaggio di secolo e di millennio che stiamo attraversando. Da un lato gli avvenimenti di ogni parte del mondo diventano all’istante patrimonio comune di tutti gli uomini grazie al diffondersi dell’informazione e delle comunicazioni in tempo reale. Culture, popoli, etnie, tradizioni si incontrano (e si scontrano talvolta) attraverso nuove migrazioni, mescolanze, scambi, contrasti, fecondazioni reciproche. Ogni confine geografico e culturale cade di fronte a fenomeni di portata mondiale, che fanno della Terra sempre più un “villaggio globale”, un organismo vivente, un unico essere in evoluzione (Gaia). In quest’ambito assume grande rilevanza il tema del rapporto che l’uomo ha con gli altri esseri viventi, con i regni della natura, con la vita sulla terra: il problema ecologico è diventato oggi scottante. |
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