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PROGRAMMA DI ATTIVITÀ  ANNO 2012-2013 DEL GRUPPO DI MILANO per l’ARCHITETTURA ORGANICA VIVENTE

C’è un futuro per l’Architettura?

A questa radicale e fatale domanda dobbiamo arrivare se consideriamo realisticamente la situazione attuale più generale. Non possiamo nasconderci il fatto che tutto attorno a noi sta cedendo; le vecchie e attuali strutture stanno crollando o denunciano grave inadeguatezza: dalle organizzazioni della cultura, a quelle della politica, della scuola, dell’economia, della salute, dell’ambiente, della natura, dell’arte, della socialità, della famiglia; persino l’integrità della singola persona è in forse. Non si salva quasi nulla. Il crescente bisogno di valori alti e profondi, di un senso religioso della vita non trovano adeguate risposte nemmeno più nelle confessioni religiose tradizionali.

Non diverso è il panorama in campo architettonico. La ricerca di soluzioni adeguate all’uomo di oggi si è appiattita ormai sull’obiettivo monotematico e contraddittorio del risparmio energetico e del riciclo. E l’impegno più straordinario ed oneroso oggi, almeno in Italia, è creare a livello burocratico leggi, norme, regolamenti, vincoli, procedure obbligate, certificazioni, omologazioni, titoli e diplomi. In tutto ciò l’architettura non c’è.

Anche le proposte di punta che vediamo circolare nelle varie biennali, triennali, expo, convegni e seminari, sono o di tipo estetico spettacolare (ma quanto sono realmente abitabili questi edifici? O invece non sono in realtà solo per i concorsi, le riviste, le pubblicazioni e l’immagine virtuale sullo schermo?), oppure rimandano giustamente il discorso a contesti più ampi, sociali economici etici, ma poi non sono realmente feconde per l’edilizia della quotidianità, per immaginare una vera nuova architettura per l’uomo.

Un quadro, questo, esageratamente negativo?

Ci sono i progressisti ad oltranza che immaginano di continuare o riprendere con una crescita materiale illimitata e ci sono i promotori della decrescita (felice o meno), sempre però su base materialistica;  poi ci sono i catastrofisti che preannunciano la fine del mondo entro il 2012.

Tra questi estremi c’è però un’altra possibilità: il cambiamento deve essere soprattutto nella concezione della realtà e sul livello di autocoscienza dell’individuo. Da una visione comunque materialistica a una visione spirituale, scientifica e organica.

In architettura questo significa allargare il discorso a una realtà del costruire che abbia alla base una concezione scientifica spirituale e una pratica artistica conoscitiva organica e vivente, ossia strumenti di conoscenza delle dimensioni spirituali dell’architettura, del loro rapporto con l’esperienza interiore dell’uomo e il loro sbocco in azioni progettuali creative e costruttive feconde, reali, vitali, amiche dell’uomo e dell’ambiente. Tutto ciò non è realizzabile in modo generico o volontaristico, velleitario o mistico o sentimentalistico, bensì con un lavoro di studio, educazione e autoeducazione sulla realtà del mondo e dell’uomo in termini ampliati e triarticolati (corpo, anima, spirito), in modo serio e rigoroso. Il risultato può così essere un nuovo pensare creare e agire che portino anche a una nuova architettura reale e feconda.

Per chi si interessa o coltiva l’antroposofia, l’opera di Rudolf Steiner, la domanda è allora: c’è un futuro per l’architettura organica vivente? Oggi, molto poco. Ma se veramente si riesce a lavorare anche ai presupposti conoscitivi, culturali, educativi, sociali, artistici, economici che stanno alla base del costruire e contemporaneamente a quelli di formazione e autoeducazione individuale del committente, del progettista, del costruttore di un’opera di architettura o di design, in termini scientifico spirituali antroposofici, si riaprirebbe un importante spazio per l’architettura organica vivente. Il che equivarrebbe a una rinascita e a una resurrezione di tutta l’Architettura e del legame dell’essere umano con questa sua basilare esperienza ed espressione. Allora l'attività architettonica porterebbe un importante e specifico contributo anche alla rinascita e risurrezione della civiltà nel suo insieme.

Con riferimento a questi presupposti ed intendimenti il Gruppo di Milano per l’Architettura Organica Vivente propone anche il programma di lavoro di quest’anno

 

 
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E' disponibile il programma dei corsi 2012-2013 organizzati a Trento e Rovereto dal gruppo Ars Lineandi

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