Gruppo di Milano - programma di attivitą 2008-2009 PDF Stampa E-mail

Dopo due – tre decenni di maturazione e promozione pubblica, anche in Italia la corrente dell’architettura bioecologica (oppure bioedile, detta anche bioedilizia, o naturale o sostenibile, come si usa dire oggi) ha raggiunto ormai ampia notorietà e diffusione, complici una accresciuta sensibilità ambientale della popolazione e la crisi economica, che fa avvertire come inaccettabile oggi un modo di costruire che sciupa le risorse energetiche naturali. Anche la legislazione nazionale, oltre a diverse normative locali, hanno ormai adottato ed imposto nell’attività edilizia criteri di risparmio energetico o di conservazione dell’ambiente e dl paesaggio.

 

   Questo indirizzo generale non solo ha guadagnato alla propria filosofia tecnologica molti estimatori, nonché abili sostenitori dell’ultima ora, pronti a sfruttare l’onda di popolarità e moda, tra cui anche nomi altisonanti di architetti e designer di cui mai si sarebbe potuto dire fossero interessati a problemi di etica e rispetto ambientale; ma anche ha dato l’avvio a un sistema di progettazione architettonica estremamente specializzato e unilaterale. Si tratta infatti del modello dell’edificio climatico tecnologicamente avanzato, dove tutto, materiali, forme, spazi, impianti sono indirizzati alla captazione e allo sfruttamento dell’energia solare e al risparmio economico conseguente. L’ormai famoso modello della CasaClima o quello ancor più spinto (e, per certi versi, contraddittorio) della “casa passiva”, sono diventati l’ideale edilizio di ogni buon costruttore o di ogni committente evoluto e aggiornato. Con ciò però ogni altro valore architettonico dell’edificio, compreso quello artistico e spirituale, ma anche quello di salubrità e quello di educazione sociale, è reso subordinato o addirittura tacitamente dimenticato. E ciò è tanto più serio, quando si tratta per esempio di architettura per la scuola e l’educazione, o per la cultura o per l’abitazione.

 

   Un confronto con il passato, anche lontano, è sorprendente. Ancora negli ultimi secoli dell’Antichità, nell’Europa nord-occidentale, presso le antiche civiltà celtiche e germaniche, si costruivano grandi monumenti architettonici, i dolmen, per poter osservare la loro ombra gettata dalla luce solare fisica e leggerne il contenuto spirituale, ispiratore di iniziative educatrici, intraprese civilizzatrici e comportamenti concreti sul piano terreno pratico.

 

   La distanza e la contrapposizione dei due atteggiamenti, quello dell’uomo antico e quello del contemporaneo si spiegano ovviamente con il corso dell’evoluzione e le gigantesche trasformazioni della storia. Ma oggi l’uomo cerca ancora un rapporto con il mondo spirituale, con la dimensione soprasensibile della realtà e l’architettura di oggi  (così come anche tutte le altre discipline ed attività della cultura contemporanea) non solo lo ignora, ma persino lo nega. E l’uomo, in edifici privi di anima e contrari allo spirito, si ammala e perde sé stesso.

 

   Invece di un impossibile ritorno a un passato lontano, ma nemmeno a uno recente, è comunque però necessaria una riscoperta dell’origine spirituale del costruire, della natura soprasensibile dell’esperienza che l’uomo fa dell’architettura, senza comunque negarne i fattori pratici ed economici odierni. A questo rinnovamento scientifico spirituale e artistico-goetheanistico è rivolta la corrente dell’architettura organica vivente, inaugurata da Rudolf Steiner più di un secolo or sono, che vuole ricollegare l’esperienza spirituale che l’uomo fa dell’architettura con lo spirituale che è nel cosmo.

 

   Il Gruppo di Milano di Architettura Organica Vivente, Sezione Italiana del Forum Internazionale Uomo e Architettura, da anni ormai impegnato ad approfondire e far conoscere questa architettura, ha immaginato per questa stagione di studio un programma che si collega con il tema sopra trattato e in particolare con l’ambito ispirativo insito nel mondo vivente

 

 

 
< Prec.   Pros. >
Prima Pagina arrow Attivitą dei gruppi arrow Gruppo di Milano - programma di attivitą 2008-2009