GRUPPO DI MILANO - PROGRAMMA DI ATTIVITA' 2009-2010

Nella nostra epoca, caratterizzata dalla universalità degli eventi, i quali se avvengono in un luogo, giungono immediatamente a conoscenza di tutto il mondo attraverso i mezzi di comunicazione, dalla trasmissione delle conoscenze che si diffondono rapidamente in ogni luogo, dalla distribuzione mondiale delle merci e dei prodotti che si trovano in ogni sperduto angolo della terra, in sintesi da quella che è chiamata globalizzazione, che fa della Terra un solo Grande Villaggio Globale, si presentano due opposte tendenze ed opportunità: la possibilità di sperimentare condizioni di destino e di interdipendenza comuni a tutti gli uomini, in modo da far crescere il senso di responsabilità dell’individuo e di fratellanza fra le persone; oppure, al contrario, il pericolo di appiattire le diversità, cancellare le qualità dei singoli, creare un sistema omogeneo asetticamente regolamentato e organizzato in modo da far prevalere esperienze di massa, non libere, di basso livello civile e culturale, di egoismo consumistico e di astratto populismo pseudodemocratico.

Se lo sviluppo del primo tipo è una globalizzazione evolutiva che va nel senso della maturazione della coscienza dell’uomo ed è spiritualmente positivo, il secondo è invece un globalismo che priva l’essere umano proprio dei suoi connotati di umanità, libertà, amore.

Assieme all’alternativa incerta di questo necessario sviluppo, si muovono però impulsi che tendono a contrastare la tendenza principale: di fronte al pericolo della globalizzazione selvaggia e omologante sorgono in ogni dove aneliti a preservare o a riscoprire specificità regionali, valori storici locali, qualità individuali. Dall’altra parte a ostacolare il crescere di una coscienza comune e reciproca fra gli uomini, si oppongono vieppiù egoismi, particolarismi, conservatorismi.

Come spesso accade, anche in architettura si manifestano fenomeni che sono l’immagine particolare di un panorama più vasto. La diffusione nel Novecento dei principi del razionalismo ha creato uno Stile Internazionale che, se da un lato ha immesso i caratteri della modernità nella disciplina artistica edilizia, dandole universalmente qualità di funzionalità, logicità, tecnica evoluta e tecnologia aggiornata, progresso materiale, dall’altra ha appiattito al ribasso le diverse caratteristiche, le ricche e varie qualità del costruire tradizionale nelle varie regioni della terra. Di fronte al dominio, potremmo dire, dittatoriale, della logica astratta, quantitativa, materialista, massificatoria del razionalismo decadente di ieri e di oggi, si sono levate correnti di protesta e di risveglio localistico: il regionalismo in architettura. Il critico colto può vedere questi impulsi oppositori come semplice tradizionalismo particolaristico e reazione conservatrice a un’omologazione globale del consumismo della speculazione edilizia o all’autocelebrazione delle star dell’architettura di moda. Ma uno sguardo più sensibile si accorge che c’è ben di più.

Oggi l’unica vera alternativa moderna e vitale allo star system e all’edilizia di massa senza qualità è l’organico. E se è vero che il movimento organico è legato nelle sue forme e nei suoi caratteri alla natura e al carattere reale dei luoghi, degli uomini e delle cose, e quindi è “regionale” (si vedano gli esempi notevoli dell’organico ungherese contemporaneo con i capiscuola Imre Makovecz e Gyoergy Csete; dello stile scandinavo di ieri dove eccellono maestri come Gunnar Asplund, Alvar Aalto e Reima Pietilae; la Scuola di Amsterdam del primo Novecento con i suoi ottimi architetti; o addirittura l’organico americano debitore a Sullivan e con il sommo genio di Wright), è anche vero che i valori fondanti dell’organico trascendono comunque i limiti del gusto locale e personale, travalicano le esigenze contingenti dell’affermazione di una identità nazionale non ancora riconosciuta e magari oppressa (come è stato a suo tempo per esempio per il modernismo catalano, per il cubismo ceco o ancora per l’organico ungherese) e toccano una dimensione universale nuova: l’ispirazione ai processi e alle forze della Natura, lo stretto rapporto con l’essere umano nei suoi bisogni materiali, vitali, sociali, psicologici, culturali; l’immagine di una dimensione spirituale che sta dietro il mondo, l’uomo stesso e l’architettura, dimensione che viene di nuovo colta dopo secoli di oblio. Ogni architetto organico ha più o meno consapevolmente in sé questi aneliti universali e se ne coglie il frutto nelle suo opere migliori.

Testimonianza essenziale ed archetipica di questa nuova dimensione universale e cosmica, e contemporaneamente umana e individuale, del costruire si trova in particolar modo nell’architettura organica che con l’opera di Rudolf Steiner (1861-1925) è anche  vivente”, in quanto con le sue costruzioni e le sue indicazioni operative l’esperienza del costruire per l’uomo e per la natura arriva a tracciare una direzione concreta (fisica, spaziale) di sviluppo per un nuovo stato di coscienza consapevole dell’umanità, di autocoscienza del singolo nella libertà, nella responsabilità e nell’amore.

 

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Il Gruppo di Milano di Architettura Organica Vivente, Sezione Italiana del Forum Internazionale Uomo e Architettura, da anni ormai impegnato ad approfondire e far conoscere questa architettura, ha immaginato per questa stagione di studio un programma che si collega con il tema sopra trattato e in particolare con l’ambito ispirativo insito nel mondo vivente.

 

 

PROGRAMMA DI ATTIVITÀ DEL GRUPPO DI MILANO

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-   Tema di ricerca: La qualità organica dell’architettura in rapporto alle Anime dei popoli, con particolare riferimento a quella italiana. (Testi di riferimento: Rudolf Steiner, “L’edificio di Dornach”, Editrice Arcobaleno, 1989; “La missione delle singole anime di popolo”, Editrice Antroposofica, 1983; “La nascita dello spirito europeo. Lezioni di storia del Medioevo”, Editrice Tilopa, 1998).

-   Esercitazioni artistiche: modellaggio (geometria del vivente) ed euritmia

-   Esercitazioni di progettazione organica vivente.

 

Il luogo degli incontri sarà la sede dell’Associazione Antroposofica Milanese, via Vasto n.4, Milano, tel. 02 65 95 558.

L’orario di attività previsto è dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00.

Per la partecipazione al lavoro del gruppo è prevista una quota di iscrizione di circa Euro 150,00 a testa, necessaria per coprire tutte le spese (occupazione degli spazi, spese generali, materiali d’utilizzo), più l’iscrizione come frequentatori della Sede di via Vasto (richiedere normativa specifica).

Il lavoro è aperto anche ai non addetti ai lavori del campo architettonico.

I nuovi interessati sono pregati di annunciarsi preventivamente.

Per eventuali informazioni rivolgersi a: Stefano Andi, via Pergolesi n.26 - 20124 - Milano - tel/fax 02 398 000 58 oppure 02 366 31 737.

 

CALENDARIO DEGLI INCONTRI

 

10.10.09    - Apertura dell’anno di attività.

                 - L’Anima di popolo italiana: evoluzione storica spirituale e materiale.

                   La nascita dell’anno Mille nella storia, nell’arte, nell’architettura - I

                 - Esercitazioni artistiche: modellaggio con Renzo Rastrelli - I

                 - Eventi, seminari e convegni autunnali 2009: echi, relazioni, riflessioni - I

14.11.09    - L’Anima di popolo italiana: evoluzione storica spirituale e materiale.

                        La nascita dell’anno Mille nella storia, nell’arte, nell’architettura - II 

                 - Esercitazioni artistiche: modellaggio con Renzo Rastrelli – II

                 - Seminari e viaggi estivi 2009: echi, relazioni, riflessioni – II

19.12.09     - L’Anima di popolo italiana: evoluzione storica spirituale e materiale.

                        La nascita dell’anno Mille nella storia, nell’arte, nell’architettura - III

                 - Esercitazioni artistiche: modellaggio con Renzo Rastrelli – III

                 - Eventi, seminari e convegni autunnali: echi, relazioni, riflessioni – III.

23.01.10    - L ’Anima di popolo italiana: evoluzione storica spirituale e materiale.

                   L’infanzia dell’Anima Italiana nella storia, nell’arte, nell’architettura – I

                 - Esercitazioni di progettazione organica vivente - I

                 - Teoria della superficie: considerazioni formali e simboliche (Emilio Ferrario)

13.02.10    - L’Anima di popolo italiana: evoluzione storica spirituale e materiale.

                   L’infanzia dell’Anima Italiana nella storia, nell’arte, nell’architettura – II

                 - Esercitazioni artistiche: euritmia (a cura di Sigrid Stutz) - I 

                 - Esercitazioni di progettazione organica vivente - II

20.03.10    - L’Anima di popolo italiana: evoluzione storica spirituale e materiale.

                   L’infanzia dell’Anima Italiana nella storia, nell’arte, nell’architettura – III

                 - Esercitazioni artistiche:  euritmia (a cura di Sigrid Stutz) – II

                 - Esercitazioni di progettazione organica vivente - III

10.04.10    - L’Anima di popolo italiana: evoluzione storica spirituale e materiale.

                   Lo sviluppo dell’Anima Italiana nella storia, nell’arte, nell’architettura - I

                 - Esercitazioni artistiche: euritmia (a cura di Sigrid Stutz) – III

                 - Esercitazioni di progettazione organica vivente - IV

15.05.10     - L’Anima di popolo italiana: evoluzione storica spirituale e materiale

                   Lo sviluppo dell’Anima Italiana nella storia, nell’arte, nell’architettura -II

                 - Esercitazioni artistiche: euritmia (a cura di Sigrid Stutz) – IV

                 - Esercitazioni di progettazione organica vivente - V

12.06.10    - L’Anima di popolo italiana: evoluzione storica spirituale e materiale.          

                   Lo sviluppo dell’Anima Italiana nella storia, nell’arte, nell’architettura -III

                 - L’individualità di Leonardo da Vinci come spirito guida per l’attività

                   scientifica e artistica contemporanea (a cura di Stefano Andi).